Il Decimo Pianeta

Chissà in quanti sono a conoscenza dell’esistenza di quello che per un breve periodo di tempo è stato considerato il decimo pianeta del Sistema Solare. Scoperto nel 2005 nell’orbita degli oggetti trans-nettuniani, Eris venne inserito dopo accesi dibattiti in una nuova categoria di pianeti indicata con il termine di “pianeti nani”, creata appositamente in seguito alla sua scoperta. Anche Plutone considerate le sue dimensioni venne inserito in tale categoria e declassificato dal rango di pianeta. In seguito ne vennero individuati altri quattro, Cerere Haumea Makemake e Sedna, tutti comunque più piccoli di Eris, avente un diametro di 2400 km.

Il Mistero del segnale Wow

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E’ il 15 agosto 1977. Il radiotelescopio Big Ear della Ohio State University sta ascoltando l’incessante fruscio dei segnali radio naturali che provengono dallo spazio, specificamente nella direzione della costellazione del Sagittario. L’astronomo Jerry R. Ehman sfoglia i tabulati prodotti dal radiotelescopio e a un certo punto incredulo segna con la biro rossa una serie di dati e vi aggiunge un grande “Wow!”.

Il suo stupore è più che giustificato. Il segnale ha tutte le caratteristiche tipiche di un segnale artificiale proveniente dallo spazio profondo.

  • Il radiotelescopio Big Ear aveva un puntamento fisso: spazzava il cielo man mano grazie alla rotazione terrestre. Di conseguenza, poteva “osservare” un punto specifico del cielo per esattamente 72 secondi prima che uscisse dal suo campo di ricezione. Un segnale che fosse durato di più o di meno avrebbe indicato una fonte terrestre (un satellite in orbita o un aereo, per esempio). Un segnale che fosse durato esattamente 72 secondi sarebbe stato quindi di origine non terrestre (non necessariamente artificiale, ma non terrestre). Il segnale durò esattamente 72 secondi.
  • Un segnale non terrestre avrebbe avuto un’intensità che iniziava bassa, raggiungeva il picco massimo dopo 36 secondi (quando era al centro del campo di ricezione del radiotelescopio), e poi calava di nuovo. Il “segnale Wow” aveva queste esatte caratteristiche.
  • Il segnale fu il più potente mai ricevuto dal radiotelescopio Big Ear.
  • La larghezza di banda del segnale era inferiore a 10 kHz: in altre parole: un segnale ben preciso, senza le sbavature tipiche dei segnali di origine naturale.
  • La frequenza di emissione del segnale era vicinissima ai 1420.406 MHz, che è quella ritenuta ottimale per le trasmissioni radio interstellari perché buca le nubi di polvere nello spazio e quindi viaggia meglio di tutte le altre; sarebbe quindi un candidato naturale per qualunque segnale emesso intenzionalmente da una civiltà extraterrestre.
  • La stessa frequenza è fra quelle proibite ai trasmettitori terrestri, e questo è un altro motivo per escludere l’origine terrestre del segnale.

Purtroppo il segnale “Wow” non si è mai più ripetuto. Sono stati fatti numerosi tentativi di riascolto, puntando verso la medesima posizione nel cielo anche i più recenti radiotelescopi, ma non è mai stato ricevuto altro. In quella posizione, inoltre, non ci sono corpi celesti significativi. Sono state escluse anche le fonti più improbabili, come pezzetti di satelliti che potevano riflettere un segnale di origine terrestre.

C’è chi ha obiettato che un segnale intenzionale si sarebbe ripetuto. Non si grida “Ehi, sono qui” una volta sola, no? Ma bisogna considerare che quando siamo stati noi a mandare nello spazio un radiosegnale per farci conoscere, tramite il radiotelescopio di Arecibo il 16 novembre 1974, lo abbiamo fatto una sola volta…

Il Disinformatico